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EN SU PRIMERA INTERVENCION EN EL SINODO DE
OBISPOS
FRAY AZPIROZ DESTACO PRIMADO Y POLIFONIA DE LA PALABRA
El Maestro
de la Orden de Predicadores, Fray Carlos Azpiroz op, efectuó hoy su primera intervención en el Sínodo de
Obispos, aludiendo al primado y a la polifonía de La Palabra.
Entrevistado
por Radio Vaticana, Fray Azpiroz explicó lo medular
de su intervención efectuada durante la III Congregación General
del Sínodo de los Obispos que, sobre “La
Palabra de Dios en la vida y en la misión de la Iglesia”, se celebra en Roma,
del 5 al 26 de octubre.
Fray Azpiroz comentó la parte del Instrumento Laboris señalado con el número 3, referido al primado de la
Palabra, y el punto 9, que se refiere a la Palabra como un canto a varias
voces, “una polifonía”.
El Maestro
de la Orden justificó su comentario señalando que “realmente, las escrituras
manifiestan una sinfonía policromática o una
policromía sinfónica” y destacó que “ese era el punto principal, porque el Verbo
se hizo carne y ha querido comunicarse siendo carne de nuestra carne y hueso de
nuestros huesos en un lenguaje humano, en culturas humanas. La Iglesia
transmite ésto a otras culturas, a nuevas naciones, a
otros países, confiándoles la Palabra de Dios, que también la enriquecerán inculturándola”.
Consultado
sobre sus impresiones respecto al Sínodo apenas iniciado, Fray Azpiroz insistió en que “al escuchar las voces de lugares
tan distintos que nos traen La Palabra, enriquecida
con la cultura, con los gozos y esperanzas, tristezas y angustias de las distintas
iglesias particulares”, manifiesta “de una manera muy bella, la sinfonía de la
Iglesia, una policromía sinfónica”,
“El Espíritu
Santo es el que dirige y el que hace que cada instrumento suene bien en su
conjunto”, enfatizó.
La Oficina
de Prensa vaticana publicó hoy la intervención del Maestro de la Orden en el
idioma en que fue emitida, italiano, aguardándose para mañana, la traducción al
alemán, inglés, español y francés.
El Maestro General de la OP participa en la XII Asamblea General
Ordinaria del Sínodo de los Obispos, en su carácter de miembro elegido por la Unión de Superiores Generales.
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Audio de la entrevista efectuada en Radio Vaticana
en : http://www.radiovaticana.org/spa/Articolo.asp?c=236031
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Texto original de la intervención de esta jornada
del Maestro de la Orden en el Sínodo de Obispos:
Rev. P.
Carlos Alfonso AZPIROZ COSTA, O.P., Maestro Generale dei Frati
Predicatori
Il
"primato" della
Sacra Scrittura ha il suo fondamento nella stessa vita
trinitaria.
Ben l'hanno compreso i grandi Dottori medioevali (Sant' Alberto
Magno, San Bonaventura, San Tommaso d'Aquino) per i quali la processione delle persone, nell'unità dell'essenza divina, è
“la causa e la ragione esplicativa
della processione delle stesse creature”.
Il
Verbo, genitus Creator, ha infatti dal Padre, ab aeterno, la volontà di incarnarsi e di patire per noi.
Dio ha voluto rivelarsi all'umanità in modo umano, attraverso culture, persone e linguaggi
umani ed attraverso la stessa vita di Gesù. Se questo modo è per noi una garanzia del valore della nostra natura, della storia e delle culture umane - con i loro differenti linguaggi-, esso ci pone complessi
problemi di interpretazione.
Come infatti la realtà della creazione non è razionalmente comprensibile senza un adeguato fondamento metafisico -l'analogia entis-, così la conoscenza della Sacra Scrittura richiede un approfondimento delle culture e dei generi letterari in cui è stata espressa,
per una meno inadeguata percezione del suo senso letterale, ed anche. un riconoscimento
della qualità analogica dei termini
in essa usati.
Tutta la Chiesa, nel suo instancabile annuncio, continua ad affidare con speranza ad ogni cultura la
"buona novella",
perché essa sia accolta, compresa in maggior pienezza, vissuta e riannunciata con accenti nuovi.
Nella storia recente della Chiesa, con non poche difficoltà, sono state messe in luce le esigenze di quest'interpretazione
"critica" del testo e quindi della Sacra Scrittura (fra Marie-Joseph Lagrange O.P.,
1855-1938), che mette in evidenza anche il suo fondamento storico e la sua ricchezza: l'essere, appunto, un canto a più voci.
La fede cristiana poi, per quanto è "religione", deve essere considerata prima di tutto "religione dello Spirito", perché il Nuovo Testamento è
principalmente lo stesso Spirito
Santo che produce in noi la
carità e solo secondariamente,
essendo anche "lettera",
può essere ritenuta "religione del
Libro".
Questo processo di rivelazione
e di salvezza è anche uno svelamento
della veritas iustitiae della nostra vita,
della giustizia di Dio che è fondamento della verità del nostro essere e che è per noi,
prima di tutto, "giustizia
giustificante", fondata
cioè sulla sua misericordia, che è il presupposto permanente della divina giustizia, perché ne è la prima radice ed il suo
coronamento.
[00024-01.04]
[IN013] [Testo originale: italiano]