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Asunto:[TA] jano mas
Fecha:Viernes, 26 de Noviembre, 2004  02:17:36 (+0100)
Autor:Ana Maria Vazquez <avhoys @.....es>

 

Alciati Emblematum liber

Emblema XVIII

Prudentes

Iane bifrons, qui iam transacta futuraque calles,
  Quique retro sannas, sicut et ante, vides:
Te tot cur oculis, cur fingunt vultibus? An quod
  Circumspectum hominem forma fuisse docet?

www.mun.ca/ alciato/018.html

 

Giano, Saturno e le Porte Solstiziali
Giano (Janus Bifrons), l’antico dio Italico, padre di tutti gli dei, era posto a guardia dei Solstizi, i quali erano chiamati “porte”, dal Solstizio d’Inverno entrano gli Uomini, da quello d’estate escono gli Dei, come si legge nei versi di Omero «...ad Aquilon [il vento del Nord, il Solstizio d’Inverno] si volge l’una, e schiudesi all’uom; l’altra, che Noto [il vento del Sud, il Solstizio d’Estate] guarda, ha più del divino, ed un mortale per lei non varca» [Odissea, 133, 137].

Abbiamo infatti visto che Enea, entra da mortale al Solstizio d’Inverno ed esce dalla porta Eburnea, la quale è simbolo del secondo Solstizio, dopo aver conosciuto i Misteri. Tenete sempre presente che tutti questi Miti non sono che un TENTATIVO del linguaggio per spiegare un EVENTO SPIRITUALE. La rappresentazione simbolica di un mistero ha la funzione di risvegliare nella mente determinati archetipi, che rimettono in moto meccanismi e pensieri da cui partono intuizioni e illuminazioni che la semplice esposizione razionale dell’evento non riuscirebbe a fare.

La sostanza Nera dei Saturnali è l’equivalente della “morte iniziatica” che l’apprendista Sciamano deve sperimentare per ricevere l’Illuminazione e il Potere, ma alla fine, i Filosofi lo hanno più volte detto, ciò che realmente si vede è la “negrezza superiore”; ovvero l’evento astronomico del Solstizio con la notte più lunga dell’Anno.

In tutto questo non c’è niente di pericoloso o di temibile, i vari mostri con cui si suole spaventare il neofita e che Virgilio pone subito dopo l’ingresso nell’averno, sono solo invenzioni per tenere alla larga i curiosi e i profani, Enea stesso (pur essendo già Iniziato) sta per cadere nell’inganno e sguaina la spada, ma la Sibilla gli ricorda che sono solo “ombre”, senza realtà. Il vero nemico è Cerbero, ossia il Serpente, ma l’Arte insegna come fare a domarlo, anzi è lo scopo stesso dell’Arte vincere questo mostro, che, ormai tutti hanno capito, non è che una PARTE DI SE STESSI.

Giano è il dio delle soglie, a lui, narra la leggenda, si affiancò Saturno un dio buono e saggio, che insegnò all’uomo l’agricoltura e INIZIO’ L’ETA’ DELL’ORO. I Filosofi chiamano Regno di Saturno lo stadio di negrezza del Saturnali, l’agricoltura, come abbiamo già visto è un allegoria per intendere l’Arte: «Quando vogliamo far nascere un Albero, in primo luogo seminiamo la semenza perfetta». Il Regno di Saturno è quindi l’Inizio dell’Opera, che, come detto sopra, si ha quando compare la nerezza (ossia al Solstizio d'Inverno, in parole povere). Essa rappresenta Giano, ossia l’Ingresso e la Chiave, la Chiave è infatti, assieme allo scettro del potere, uno dei simboli di Giano. Nella “sostanza mescolata”, sappiamo già esserci il germe dell’Oro Filosofale (disceso a Samhain e congiunto al volo della Fenice), quindi è INIZIATA L’ETA’ DELL’ORO.

Ai Saturnali (Yula) le due Sostanze, quella nobile e quella volgare, sono “mescolate” e non si distinguono, anzi all’inizio sembra che sia quella volgare a prevalere dando la nerezza. E questo spiega perché durante i festeggiamenti dei Saturnali nell’Antica Roma schiavi e padroni erano posti allo stesso livello, o addirittura venivano invertiti i ruoli, e in quei giorni gli schiavi potevano burlarsi dei padroni e farsi servire a tavola da chi dovevano servire per il resto dell’anno.

Questa usanza è sopravvissuta fino al medioevo, dove nel periodo del Solstizio d’Inverno (a partire dal giorno di San Nicola, Sanctus Nicolaus in latino, divenuto poi Sancta Klaus ovvero Babbo Natale) nei conventi si eleggeva tra i novizi un “Episcopello” imberbe che dirigeva scherzi e parodie ai danni dei superiori che solo potevano ubbidire. Altra reminiscenza dei Saturnali è il gioco d’azzardo, che oggi, come ai tempi di Macrobio, pur essendo proibito nel resto dell’anno era lecito, in via eccezionale, nel periodo del Solstizio d’Inverno.

Si dice che i Tarocchi siano il libro esoterico più antico del Mondo, scritto sotto forma di gioco di carte per far sì che non potesse mai tramontare. Ebbene, l’Artefice della Grande Opera ha usato un libro ancora più indelebile in cui scriverla, e questo libro è la natura e il susseguirsi delle stagioni. Come vedete, su questo libro ognuno cerca di apportare correzioni, inventando nomi, ricorrenze, date e calendari, ma alla fine ciò che prevale è il testo indelebile del percorso che il Sole ogni Anno traccia passando nei dodici segni e nei quattro punti cardinali e nei loro intermedi.

Oggi a Giano sono subentrati i due Giovanni, posti a guardia delle Porte Solstiziali, ma ecco, che in molti dipinti, nella mano dell’Evangelista spunta la coppa, il ricettacolo, con la nota Serpe dell’Arte; e in estate, il capo mozzo del Battista segna l’inizio del declino del Sole.

Janus Bifrons

Saturnus

Giovanni Evangelista

Giovanni Evangelista
(El Greco)

Giovanni Evangelista
Dipinto di Piero di Cosimo XV sec.
Si noti la coppa, ricettacolo di forze superiori e il Serpente
a - w
Presiede alla “porta” del Solstizio d’Inverno.

www.trigono.com/calendario_

 

www.cnice.mecd.es/.../  :Todos los personajes de los origenes de Roma, entre ellos Jano, el dios del comienzo y del final, el que guardaba las peurtas, (janua) y dios de la guerra tb. y del primer dia del año www.temakel.com/ fiestaenero.htm etc...

 

 



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